Giulio e il suo museo “pulito” che nessuno vuole
Un’altra triste pagina di un’Italia miope, che rischia di farsi “scippare” un altro tesoro.

Qualche giorno fa sono stato ospite di Giulio Guizzi inossidabile 78enne che a Brescia ha raccolto un vero tesoro. Una passione, quella del sig. Guizzi, per il pulito, che lo ha portato, durante tutta la sua vita, a raccogliere la più ricca collezione privata di macchine e cimeli della storia del pulito.

C’è persino il sapone di Hitler, una lucidatrice che ha lavorato tra le navate della basilica di San Pietro in Vaticano, e poi i primi aspirapolveri in legno che non necessitavano di energia elettrica, allora non ancora scoperta.

Un museo che non si può visitare, l’apertura è solo su richiesta e disponibilità di tempo del sig. Guizzi, che amareggiato mi confida: “la mia collezione rischia di finire in mani straniere, qui in Italia non interessa a nessuno. Un acquirente Americano mi ha offerto 500mila euro”.

Una vita passata a cercare cimeli rarissimi e a studiare come nei secoli il concetto di pulizia sia cambiato, il mio Cicerone, mi guida in una carrellata di macchine e strumenti mai visti prima, testimoni di un passato glorioso oggi quasi dimenticati in un anonimo capannone di periferia.

Appena entrati, la prima macchina che si può ammirare è una lavatrice, Giulio l’ha voluta come simbolo della liberazione dal lavoro di lavare i panni a mano, fatica che un tempo era solo femminile.

Da anni il sig. Guizzi cerca una sistemazione definitiva per la sua collezione, rifiutata e snobbata, e ora il rischio è che ci venga “scippata” e un altro gioiello, frutto di tanto lavoro, finisca all’estero nell’indifferenza generale.

Ascoltando Giulio traspare la rassegnazione di chi le ha provate tutte, e le sue parole non lasciano molti dubbi, “sono solo”. Ci siamo lasciati con la promessa di rivederci presto magari con buone notizie per il suo museo. Non vi nascondo che mi piacerebbe davvero aiutarlo. I racconti di Giulio mi hanno fatto ricordare quelli dei miei nonni che custodisco tanto gelosamente.

Ma anch’io come lui sono solo, cosa poter fare allora? Ho pensato di scrivere la storia di Giulio, un Eroe del Pulito, ma anche un Italiano di cui dovremmo andare fieri.

 


 

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